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28 avril Il FioreUltimamente mi capita spesso di pensare, ripensare, fondermi il cervello, sul come certe scelte possano cambiarci drasticamente la vita...
Vi racconto la mia storia...
...tanto, tanto tempo fa, avevo un grande giardino, che ancora oggi vive nel regno meraviglioso della mia immaginazione, dove coltivavo, con tutto me stesso, una serie di stupendi fiori che avevano il potere di rallegrare la mia vita e rendermi fiero di ciò che stavo facendo.
Ogni fiore aveva il suo nome, logicamente, ed ognuno era di una specie che, per il suo essere unica, sapeva esaltare tutte le altre nella loro singolarità.
Certi fiori formavano dei gruppi, e splendevano maestosi in aiuole che necessitavano di tempo, amore, ed attenzioni...altri si ergevano solitari in tutta la loro bellezza, e, maestosamente, rappresentavano i veri punti fermi della mia esistenza occupata a roteare loro intorno.
Uno in particolare era più speciale di ogni altro..non per la sua bellezza estetica, non per i suoi colori, non per il suo profumo o per la brillantezza dei suoi petali...solo perché sapeva risvegliare, dentro di me, qualcosa che nessun altro era capace di arrivare nemmeno ad immaginare...una sensazione inafferrabile di piacevole stupore, un'emozione che non smetteva mai di battere il suo ritmo costante.
...la sua posizione, un po' defilata nel giardino, mi rendeva difficile il raggiungerlo.
Era un fiore nato sull'ortica, sulle erbacce, un piccolo miracolo superiore ai cattivi sentimenti insiti nell'orrenda malignità di ciò che è impuro. E sebbene io conoscessi nel mio cuore la sua intima e palese importanza, iniziai a trascurarlo pensando che non si sarebbe mai stufato, che la sua luce non si sarebbe mai affievolita, che i suoi petali non avrebbero mai voltato i loro stupendi occhi alla luminosità di un sole migliore di me.
Lasciai che scivolasse piano tra le mie mani, che appassisse lentamente nell'idea di un domani troppo lontano, e finii un giorno per gettarlo al vento che, con il suo soffio impetuoso, lo portò lontano lontano, troppo distante perché le mie lacrime si unissero alle sue, e troppo velocemente perché capissi che realmente, quella piccola meraviglia che la natura mai potrà ripetere, sarebbe rimasta nelle oscurità più buie del mio "cuore fratturato".
...il mio giardino ha continuato a vivere di una vita propria...ed io, man mano che ho continuato a coltivarlo, ho cercato di popolarlo con le piante più belle che fossero in circolazione.
Molte oggi mi danno grandi soddisfazioni; altre, quelle contagiate dalla cattiveria del mondo, sono state eliminate senza alcun rimorso.
Quando osservo però quel mucchio di ortica che ancora vive un po' in disparte, e noto che nessun altro fiore è stato capace di metterci radici, mi rendo conto che di creature uniche e speciali, nella vita, se ne incontrano davvero poche. E che bisognerebbe avere il coraggio di coltivarle, dando loro tutto quanto di più bello possano meritarsi.
...mentre una lacrima bagna la pietra dura che ha sostituito la vivacità di un muscolo a pieno ritmo, penso che la scelta fu mia, tempo fa...solo mia...e che probabilmente oggi dedicherei tutto il mio esistere a quel fiore che, stupidamente, ho lasciato al suo destino.
...posso solo sperare che il vento, dopo aver fatto il giro del mondo, riporti i semi di ciò che è stato così importante nella mia vita...
...che le mie lacrime siano capaci di bagnare la sua terra ed il mio sole possa regalargli nuova forza e vigore...
...che lui, quel fiore così bello, possa tornare ad essere una ragione per trovare finalmente la vera felicità. |
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